Anni 70/80 La Genesi
Il primo videogioco ad entrare nelle case è stato Pong creato da Nolan Bushnell, fondatore dell’Atari. Era la fine degli anni ’70 e si trattava di una simulazione sportiva, una specie di ping-pong, in cui si fronteggiavano ai lati dello schermo due barrette luminose su cui rimbalzava la palla. Prima ancora di diventare il capostipite di tutti il giochi per console e homecomputer, Pong è stato anche il primo videogioco da sala di successo. J.C Hertz lo ricorda così: ” Pong era un gioco monolitico con le manopole, e i curiosi del bar reagivano come le scimmie del 2001″ . Dopo Pong ogni genere di sport è stato simulato, ma non tutti hanno riscosso successo, giacché non tutti gli sport sono adatti ad essere simulati. Fino all’era dei 16 bit la storia dei giochi di squadra con più di due giocatori come basketball, football americano o calcio è stata costellata da autentici fallimenti (salvo qualche eccezione), mentre gli sport individuali come il golf o le discipline olimpiche hanno avuto grandemente fortuna. La ragione è da ricercarsi nella predisposizione connaturata di queste attività sportive al medium videogioco, il quale è in grado di mettere in primo piano l’interattività del singolo, la soggettività, tramite la ” protesi” del Joystick, una caratteristica difficilmente applicabile per gli sport televisivi per eccellenza. Alla base di questo fallimento c’è anche una motivazione tecnologica dovuta alle scarse potenzialità hardware delle macchine da gioco, che non permettevano la gestione di un numero elevato sprites in un unico screen. Ma andiamo con ordine…
È il 1978 infatti quando troviamo Fussball: una console tascabile progettata da Mattel che offriva, complice anche una serie di limiti nella programmazione, un livello di sfida incredibilmente alto. È con Atari Soccer, uscito appena due anni dopo, che si gettano le basi per quelli che saranno i giochi di calcio da lì in avanti. Con un’interfaccia semplice e quantomai minimale, il gioco riuscì infatti a catturare l’attenzione di un pubblico molto ampio raggiungendo risultati molto importanti in termini di vendite. La storia dei videogiochi calcistici, insomma, inizia proprio qui.

Come dicevamo, fine anni 70, inizio anni 80, in termini videoludici fa rima con ATARI e ovviamente la SH non poté esimersi da presentare un gioco di calcio per la sua A2600 e nel 1980 presentò al proprio pubblico Atari Soccer.

Atari soccer fu il primo vero gioco in assoluto sul calcio, aveva una grafica molto curata per l’epoca, erano semplici ovviamente considerando i nostri di oggi (pensa all’evoluzione dei computer e console in 40 anni), ma si poteva già vedere la movimentazione delle gambe. Anche la giocabilità non era male, e la movimentazione simulava il più possibile una vera partita di calcio. Nel 1982 l’Atari ci riprova e crea, sempre per la sua console Atari 2600, Pelé’s Soccer prendendo come riferimento il “Re” del calcio, il grandissimo Pelé. Qui c’è stata una piccola evoluzione, questo è uno dei primi giochi a colori, il primo sul calcio. La grafica è più scarsa del primo gioco (Atari Soccer), i giocatori qui sembrano delle piccole palline colorate, molto brutto da vedere, però la movimentazione è speciale e si vede finalmente un campo con le giuste proporzioni.

Sempre nel 1982, è arrivato dal nulla il Soccer Raupisoft, della sconosciuta società omonima, portando un’altra rivoluzione, oltre ai colori (meno curati rispetto a Pelé’s Soccer) ha una prospettiva simile al nostro odierno 3d. Una visione laterale molto ben fatta, peccato per la movimentazione dei giocatori molto scarsa ed a rallent. Quasi impossibile da giocare!

Passa un anno e nel 1983 per Commodore 64 e sviluppato dalla stessa compagnia, esce International Soccer conosciuto ai pochi anche come Cup Final. in questo gioco, tutti i giocatori sembrano dei giganti con prospettive al dir poco strane. Ha più dettagli rispetto ai precedenti, ma avvengono importanti rivoluzioni! puoi per la prima volta scegliere la difficoltà degli avversari e puoi giocare con un tuo amico non solo più uno contro l’altro, ma anche assieme contro i bot nella stessa squadra.

Arriva il NES di Nintendo e arriva anche Nintendo Soccer nel 1985. Nulla di speciale, ma la grande N, nonostante il calcio nel Sol Levante riguarda solo i manga e gli anime (Capitan Tsubasa) e poco di giocato, non poteva esimersi dall’avere un titolo calcistico nel suo parco cartucce.

Dovranno passare altri 2 anni per vedere una vera e propria evoluzione nei videogiochi di calcio. Ma ciò che avverrà sarà al quanto significativo. Sviluppato sempre per Commodore 64 e anche per lo Spectrum, finalmente dopo anni, avviene questa incredibile (per l’epoca) rivoluzione. Con Superstar Soccer, questa volta il balzo in avanti riguarda il gameplay molto più veloce e intuitivo, i passaggi e i tiri in porta sono veloci e molto più fluidi rispetto a tutti gli altri videogiochi fin’ora realizzati. Potevi prevedere dove andava la palla e gli avversari, sembrava un vero simulatore con una piccola attenzione alla fisica più pulita.

Il primo gioco ispirato ai mondiali di calcio Italia 90, appunto i mondiali italiani, è uscito su due console che avrebbero cambiato la storia dei videogames. Il Master System e il NES, una concorrenza che ha fatto storia e che a contribuito allo sviluppo tecnologico del settore. In questo gioco dopo il tiro la prospettiva cambiava, così il player poteva visualizzare, come se fosse in prima persona, se la palla entrava o no dentro la rete. Una trovata geniale, che ti creava molta ansia e curiosità di vedere come andava a finire ogni occasione.

Siamo entrati negli anni 90, la tecnologia è migliorata tantissimo, il gioco sviluppato dalla SNK per la sua console Neo Geo, Super Sidekicks, era di un altro livello rispetto ai precedenti. Tutti i giocatori hanno un proprio disegno dettagliato e riconoscibile, tutto lo stadio è finalmente animato, e possibile fare finte, dare spintoni, rovesciate e prendere il tempo all’avversario. Tutti i giocatori in campo si muovevano con una certa logica e tatticamente perfetti per evitare di subire gol.

Nella seconda parte parleremo della prima vera rivalità fra due brand calcistici che infiammeranno il primo quinquennio del 90 fino alla scesa definitiva in campo di Electronic Arts e Konami






